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sabato 24 febbraio 2018

DI TWIST SI MUORE (Quasi)

 
 
Sul piano della morale e del costume, il “twist” non presenta caratteristiche molto diverse dal “rock and roll”, dalla “raspa”, dal “cha-cha-cha” e dalle altre diaboliche danze che esplodono sulla scena del mondo, dai ruggenti anni trenta ai giorni nostri.   Personalmente posso non essere d’accordo su tutto un cerimoniale che ricorda gli antichi riti tribali.   Ci sono però degli psicologi, i quali sostengono che i giovani, con queste danze sfrenate, liberano quella aggressività che altrimenti li spingerebbe a compiere azioni antisociali.   Non sono d’accordo neppure su questo punto.   Credo, invece, sia necessario e utile affrontare il problema da un punto di vista eminentemente medico.   Gli incontrollati, frenetici movimenti del “twist” rappresentano un serio pericolo per la salute.   In Inghilterra, il dottor Cyriex, docente di fisioterapia all’Università di Londra, ha dichiarato che il “twist” è responsabile dei numerosissimi casi di ernia al disco diagnosticati in questi ultimi tempi.   Ed ecco le precise parole del dotto Cyriex: «il “twist” interessa le ossa e le giunture del bacino e della colonna vertebrale.   Nelle frenetiche rotazioni le giunture vengono spinte avanti e indietro.   E questo può provocare danni molto seri».   Il “twist” è perciò assolutamente sconsigliabile, soprattutto ai giovanissimi la cui struttura ossea non è ancora perfettamente formata.
Dottor Pietro Manzini, “Le Ore” (18 gennaio 1962)

venerdì 3 maggio 2013

Così è se vi pare (le lettere dei lettori)

"LE ORE" - 19 aprile 1962
 
 
 
 
 
La ragazza del teddy boys
[...], ho vent'anni e sono impiegata presso una fabbrica produtttrice di macchine utensili.   Mia sorella che ha diciotto anni è dattilografa nella stessa azienda.   E' a causa di mia sorella che le scrivo.  Il suo comportamento è scandaloso e io ne soffro moltissimo.   Con una scusa o con l'altra esce quasi ogni sera e i miei genitori che sono in buona fede e hanno fiducia in lei, le accordano il permesso.   Rincasa ad ore impossibili.   A volte ha la borsetta piena di caramelle, altre volte porta a casa caffè, cioccolatini e persino soldi.   Tutto questo è il frutto delle razzie notturne della banda di teppisti che ha per capo il ragazzo di mia sorella.   Lei, per paura che i miei genitori le chiedano la provenienza di tutta questa roba, la tiene nascosta e poi la distribuisce a piene mani alle colleghe d'ufficio che sono ben liete di accettarla.   Ma non è tutto.  Mia sorella da tempo ha perduto la sua purezza e non si vergogna di raccontarmi i particolari delle intimità che ha con il suo "teddy" (così lo chiama) che spesso la picchia lasciandole i segni.   Ho scongiurato mia sorella di lasciar perdere quella brutta compagnia, l'ho supplicata di tornare ad essere la ragazza buona di qualche tempo fa (perchè non è stata sempre cos'), ma lei si è ribellata mettendomi in ridicolo di fronte alla gente.   C'è  un modo solo per costringerla a desistere dalle sue follie: raccontare tutto ai miei genitori.   Però mia sorella ha giurato che se facessi una cosa simile, non mi rivolgerebbe più la parolae, per lei, non esisterei più.   D'altra parte i miei genitori non si aspettano un colpo tanto duro e la verità potrebbe far loro molto male.
 
Patrizia E. (milano)
 
 
 
 

 
I divi bambini
[...], domenica pomeriggio ho assistito alla televisione al Festival dello "Zecchino d'oro", riservato ai più piccini.   Ragazzi di 10, 12 e 13 anni, interpretavano le canzoni loro assegnate con l'impegno di autentici professionisti del microfono.   Io ho due figli e cerco di educarli nel migliore dei modi.   Cerco di far loro comprendere che la vita non è un "carosello", che gli ideali cui ognuno deve tendere non passano da "Sanremo" e da "Canzonissima".   Ma i miei "idoli", purtroppo, non hanno la potenza di quelli che occhieggiano maliziosi dallo schermo di vetro.   De Amicis, Collodi e Pascoli sono ombre fluttuanti nell'edificio del ricordo.   Me ne sono reso conto osservando i miei due bambini (9 e 11 anni) con gli occhi fissi al video.   Mi sono sentito sconfitto, quando ho letto nei loro sguardi che la loro più grande aspirazione sarebbe stata quella di imitare o emulare i coetanei che ricevevano gli applausi di un pubblico entusiasta e i voti di una giuria di seri e compassati professionisti.
 
Riccardo L. (trapani)
 
 
 

domenica 21 aprile 2013

I figli della colpa (le ragazze madri)

Uno dei più gravi problemi della società moderna è rappresentato dalle ragazze madri.   L'ignoranza sessuale, favorita anche dalla miseria, la sfrenata libertà di cui godono i giovani, la generale rilassatezza dei costumi, la febbre di vivere che domina le nuove generazioni, portano molte giovani donne, alcune ancora quasi bambine, a commettere un errore che segna in maniera irrimediabile tutta la vita.   Solo la società può ovviare a questo male.






La piazza di un piccolo paese del Mezzogiorno.   Deserta, squallida sotto il sole.   Un caffè.   Davanti al caffè, seduti ai tavoli o in piedi, diversi avventori.   C'é un gruppo di giovani impegnati in una animata discussione.   Al centro del gruppo, un bel ragazzo tiene banco.   Parla con disinvolta sicurezza.  È uno studente universitario.   Mentre parla sorride.   Parla di sé, delle cose del suo paese, del mondo.   Gli altri lo ascoltano e lui è felice.   Dall'altro lato della piazza si staglia nitida nell'aria chiara una graziosa figura di donna.   È elegante.   Bella.   Attraversa  lentamente lo spazio vuoto.   S'avvicina al caffé, al gruppo dei giovani, al bel ragazzo che parla e sorride.  Il volto di lei è freddo, imperturbabile.   Improvvisamente un gelido silenzio avvolge la piazza.   Il giovane non sorride più. gli occhi della gente fissano la fanciulla immobile nel sole.   È un attimo.   La ragazza apre la borsetta.   Estrae una rivoltella e spara.   Il bel ragazzo colpito in mezzo alla fronte stramazza al suolo fulminato come un bue al macello [...].    La sparatrice si chiama Consiglia S., ha 22 anni.   È una ragazza madre.   Il suo bambino senza padre è nato in carcere.
Antonella P., di professione domestica è stata recentemente condannata in Corte d'Assise ad una pena abbastanza mite.   Non avendo altro mezzo per sfuggire alla vergogna e alla condanna dei genitori e della società, ha strangolato il suo figlioletto poco dopo averlo dato alla luce.   I giudici sono stati clementi perché, per la legge italiana, in determinati casi, l'infanticidio prevede le attenuanti delle "cause d'onore".   Antonella P. è una ragazza madre.
Rosanna A. aveva sedici anni.   Era felice, quando conobbe il bel ragazzo forestiero che le promise di sposarla.   Per Rosanna, quella promessa era tutto: una vita nuova, in un mondo diverso, lontano dalla fatica e dallo squallore del paese.   Ed era felice quando offrì in dono al fidanzato la sua giovinezza.   Ma quand'egli scomparve, Rosanna rimase sola con il suo dolore e una creatura in grembo.   Al dolore si rassegnò, ma come avrebbe potuto presentarsi agli occhi dei genitori, che erano poi gli occhi di tutti, con la prova del suo errore e della sua colpa?   Una vecchia praticona, per poche migliaia di lire, s'offrì di liberarla dall'incomodo fardello.   Ma l'obliqua creatura uccise, con la vita che stava per nascere, anche la giovanissima mamma. [...]
Gli aborti, che in Italia hanno raggiunto l'ordine delle centinaia di migliaia costano terribilmente cari e non tutti possono pagare cifre che oscillano fra le 50 e le 200 mila lire per un intervento.   Alla stregua dei negozianti di prodotti elettrodomestici, medici di pochi scrupoli hanno introdotto il meccanismo del pagamento rateale anche nell'"industria dell'aborto".   E di questo passo si giungerà alla "cambialetta" mensile.
[...]



domenica 7 aprile 2013

Così è se vi pare (le lettere dei lettori)

 "LE ORE" - 18 gennaio 1962




Di twist si muore (quasi)

Signor direttore, ho una figlia di 17 anni che con alcune sue amiche è una fanatica del nuovo ballo che da qualche mese ha invaso l'Italia, il "twist".   Io ho l'impressione che tanto dimenarsi sia contrario al buon senso, ma si sa che i giovani, in un modo o nell'altro, devono pur smaltire l'energia che hanno dentro.   Ma non è tanto questo che mi preoccupa, perché mia figlia, che pure ha i suoi difetti, in fondo è una brava ragazza.   Ho paura invece che tutti quei movimenti le facciano male alla salute.  
Grazia N. (cremona)




Bambini caffellatte

Caro direttore, sono indignata e offesa dalle fotografie di May Britt con il suo bambino nero come la pece.   Com'è possibile scendere tanto in basso.

Gianna L. (agrigento)

 
 
 
I sarti delle mogli
 
Signor direttore, mia moglie ogni settimana cambia sarto.   Non parla d'altro.   Come posso farle capire che è libera di fare quello che vuole, ma che ha il dovere di lasciarmi in pace?
 
Fernando M. (milano) 

 
 
 
Sanremo senza Mina
 
Egregio direttore, dai giornali ho saputo che Mina non parteciperà al Festival di Sanremo, perchè, in questo modo, vuole snobbare gli organizzatori, i critici e persino i colleghi.   La cantante di Cremona si sentirebbe talmente forte in questo momento, da permettersi il lusso di fare il bello e il cattivo tempo.   Io sono un'ammiratrice di Mina, ma per continuare ad esserlo vorrei sapere dalla cantante che cosa c'è di vero in queste notizie.
 
Rosanna B. (mantova)